Quanti passi al giorno servono davvero: da dove vengono i 10.000 e quanti ne bastano

Il nostro personal trainer ·

Piedi in scarpe da ginnastica salgono una scalinata in città: quanti passi al giorno bisogna fare

Quanti passi al giorno bisogna fare perché facciano bene? Il numero 10.000 lo conoscono tutti, ma non l'hanno inventato gli scienziati, bensì i pubblicitari. Vediamo da dove viene questa «norma», cosa hanno mostrato i grandi studi e come arrivare al tuo numero senza forzarti.

Chiudi l'app con il numero 6.400 e ti senti sconfitto: anche oggi la «norma» non l'hai raggiunta. Sui social il dibattito gira in tondo: c'è chi chiama i 10.000 passi un mito e chi li considera il minimo, e nell'estate del 2025 una grande revisione pubblicata su The Lancet Public Health ha gettato benzina sul fuoco. La verità scomoda è che i tuoi 6.400 passi forse ti danno già la maggior parte dei benefici. E la norma più famosa del fitness è nata in un ufficio pubblicità.

Da dove viene la norma dei 10.000 passi al giorno?

Dalla pubblicità di un contapassi. Nel 1965 un'azienda giapponese lanciò il dispositivo «manpo-kei», che tradotto significa «contatore di 10.000 passi» (Harvard Health).

L'epidemiologa della Harvard Medical School I-Min Lee definisce apertamente quel nome uno strumento di marketing: il numero tondo suonava bene e si ricordava facilmente. Nessuno lo ha verificato con degli studi. Poi il numero è semplicemente finito nei braccialetti fitness come impostazione predefinita, trasformandosi in una «norma» che nessuno aveva stabilito.

Quanti passi al giorno bisogna fare per stare bene?

Meno di quanto si pensa: per la maggior parte delle persone il riferimento è di circa 7.000 passi, e un beneficio evidente inizia anche prima.

Nel 2025 i ricercatori dell'Università di Sydney hanno messo insieme 57 studi in cui i partecipanti indossavano contapassi e tracker. Rispetto a 2.000 passi al giorno, 7.000 passi erano associati a un rischio di morte più basso del 47%, di demenza del 38%, di diabete di tipo 2 del 27%. Sopra i 7.000, il beneficio aggiuntivo per la maggior parte degli indicatori era ormai modesto, e perfino passare da 2.000 a 4.000 passi dava un effetto misurabile.

Un quadro simile lo aveva già visto il gruppo di I-Min Lee. Tra quasi 17 mila donne con un'età media di 72 anni, quelle che facevano circa 4.400 passi al giorno avevano un rischio di morte inferiore del 41% rispetto a chi ne faceva 2.700. Il beneficio cresceva fino a circa 7.500 passi, poi arrivava a un plateau.

Come arrivare al tuo numero senza forzarti lo abbiamo raccolto nel PDF allegato a questo articolo: una «scala dei passi» di 8 settimane, dalla tua media attuale fino a 7–8 mila, e un tracker per ogni giorno.

Domande e risposte

Quanti passi al giorno bisogna fare per stare bene?
Secondo una grande revisione di 57 studi pubblicata su The Lancet Public Health (2025), circa 7000 passi al giorno sono associati a rischi per la salute nettamente più bassi rispetto a 2000 passi. Oltre, il beneficio cresce ancora, ma più lentamente. Se ora cammini molto meno, ogni aumento è utile.
10000 passi al giorno sono tanti o pochi?
Per chi fa un lavoro sedentario sono tanti: in media una giornata così richiede un'ora e mezza o due di camminata. Per la salute non sono un minimo obbligatorio, ma piuttosto una buona soglia alta. Se fai già 10.000 passi, ottimo: continua così.
Da dove viene la norma dei 10.000 passi?
Nel 1965 un'azienda giapponese lanciò un contapassi chiamato «manpo-kei», cioè «contatore di 10.000 passi». Il nome era una mossa di marketing: all'epoca non esistevano studi che verificassero proprio quel numero. Più tardi è semplicemente diventato l'impostazione predefinita dei fitness tracker.
Conta la velocità della camminata o solo il numero di passi?
In uno studio della Harvard Medical School su donne con un'età media di 72 anni, il ritmo della camminata non ha mostrato un legame significativo con la mortalità: contavano i passi. Questo non vuol dire che il passo svelto sia inutile, perché impegna di più cuore e polmoni. Ma conviene partire dalla quantità e aggiungere il ritmo dopo.

Leggi anche