Stretching prima e dopo l'allenamento: quando, come e quanto

Allungarsi prima dell'allenamento o dopo? Mantenere la posizione o molleggiare? Rispondiamo alle domande più comuni sulla flessibilità, senza miti.
La flessibilità è una capacità fisica come la forza e la resistenza. Determina quanto liberamente si muovono le articolazioni e influisce direttamente sulla tecnica degli esercizi e sulla postura. La buona notizia: si allena bene a qualsiasi età e bastano 10–15 minuti a casa.
Che stretching fare prima dell'allenamento?
Prima dello sforzo i muscoli vanno riscaldati, non allungati. Funzionano meglio gli esercizi dinamici: slanci delle gambe, rotazioni articolari, affondi con torsione del busto, squat leggeri. 5–10 minuti di questo riscaldamento preparano il corpo.
Come allungarsi correttamente dopo l'allenamento?
Lo stretching statico — entrare dolcemente in una posizione e mantenerla — funziona meglio sui muscoli caldi, cioè dopo l'allenamento o in una seduta dedicata.
- Mantieni ogni posizione 20–30 secondi respirando con calma.
- Allungati fino a una leggera tensione, non fino al dolore.
- Non molleggiare: provoca una contrazione muscolare di difesa.
- Ripeti 2–3 volte per lato.
Quanto spesso bisogna fare stretching?
Per un risultato visibile bastano 2–3 sedute a settimana, ma un breve stretching quotidiano è ancora meglio. Si inserisce bene nella routine serale: allungarsi lentamente con un respiro calmo aiuta a rilassarsi prima di dormire (vedi "Stress e respirazione").
Se hai avuto un infortunio o hai dolore alle articolazioni, scegli gli esercizi con uno specialista. Alle persone anziane consigliamo di partire dal programma più delicato di "Mobilità articolare dopo i 55 anni".
Dopo allenamento e stretching molti usano i patch IceWave, scelti per il comfort in movimento. E se lo stretching fa parte del rituale serale, si abbina bene al patch Y-Age Aeon per il relax.